Le voci di dentro

Iginio de Luca

Le voci di dentro

Predisporsi all’ascolto, sintonizzarsi sulla memoria di un luogo e attualizzare un incontro: questo il senso poetico e concettuale del progetto proposto da De Luca per i Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali.


Custode di reperti archeologici, i Mercati sono diventati lo studio di registrazione dell’artista per alcuni giorni, la casa dei suoni che reagisce al silenzio stratificato del tempo che da secoli ne arreda le mura. Lo sfregamento epidermico e caldo delle mani con le superfici aspre, levigate e corrose di questi frammenti, è stato così il pretesto tattile per creare un archivio sonoro che identifica acusticamente ogni blocco di marmo, catalogando in modo sensoriale e immateriale queste presenze storiche.


Microfoni altamente sensibili, cuffie, amplificatori, casse audio e mixer sono gli strumenti tecnici che hanno raccolto in modo capillare e fedele tutte le sfumature acustiche prodotte dai contatti con i reperti archeologici del museo.


I suoni generati, montati e organizzati come un flusso naturale di eventi abiteranno lo stesso spazio, creando un’installazione suggestiva e coinvolgente.



Bio

Artista poliedrico, negli ultimi anni la sua poetica si è concentrata soprattutto sulla produzione di video, di immagini fotografiche, ma anche di quelli che lui definisce blitz. Considerandoli a cavallo tra arte urbana e performance, l’artista compie azioni a volte sorvolando con aerei, altre proiettando immagini o scritte su edifici in rapidi raid notturni, altre ancora arrivando in luoghi con elementi di forte disturbo e impatto visivo, come cartelloni finto-elettorali.Ibridando etica ed estetica, tecnologia e azioni comportamentali, De Luca reclama l’interazione con l’ambiente e il pubblico, denunciando, tra ironia e impegno, la crisi di valori di questo nostro tempo. L’utilizzo di molteplici e differenti registri linguistici ha da sempre caratterizzato la sua progettualità e conseguentemente le scelte metodologiche ed operative, lasciando intendere che il denominatore comune è nella necessità di scardinare le certezze, di rompere i codici della formalizzazione espressiva, per tendere un tranello alla realtà, sorprendendola alle spalle.Decodificare la trama della ragnatela che l’artista tesse, costruendo funambolici equilibri tra segni di natura diversa, è il compito del pubblico, chiamato a una partecipazione attiva da un’interrogazione che non può essere elusa. Pur lavorando su molti campi, nelle opere di Iginio De Luca si riconosce un’unità poetica e concettuale.