Dissezione Traiano

Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini con i Nontantoprecisi

Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini
Negli ultimi anni si sono trovati spesso in Salento nel tentativo, con altri amici, di costruire momenti di vita-in-comune, idiorritmie, paesaggi.
Fanno parte dell'avventura editoriale L'almanacco de La Terra Trema - trimestrale cartaceo di cultura materiale. Qualche volta si firmano SilybumMarianum.
Con i Non tanto precisi si sono visti durante Sensibile Comune alla Galleria Nazionale d'arte moderna nel gennaio 2017 e da lì si sono immaginati amici e complici.

Nontantoprecisi

Nel 2006, all’interno dell’Ex Manicomio di Roma “S. Maria della Pietà”, un gruppo di uomini e donne ha iniziato un lavoro di ricerca teatrale. Partendo da uno studio sullo spazio, spesso un padiglione, un vicolo, una piazza, un muro, il paesaggio, i nontantoprecisi lavorano con il dispositivo teatrale per dare corpo alle visioni della loro ricerca.

Tra le tappe del percorso nontantoprecisi: ORGANON. Narrazione organica di città: L'Aquila spettacolo itinerante (2014); LA SCENA PRESENTE laboratorio e performance, MATTATOIO, La Pelanda, Roma (2019); L’INSEPARABILE in occasione della mostra SUBLIMI ANATOMIE, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2019). Come i tagli di un’opera di Fontana, che separano il noto e il dicibile dalla loro stessa fonte, i nontantoprecisi provano a stare al bordo, nella ferita: l’arte, quest’arte, non è forse tentare di stare in bilico su questa crepa, dove la parola non arriva e l’inaccessibile rimane inevitabilmente chiuso a sé? Il lavoro di scena prova a mettere in moto la macchina attoriale, sabotandola per tentare di bloccarne gli ingranaggi, fermarne il moto e lasciare che ai soggetti, a questi uomini e a queste donne, non rimanga altro che divenir mero corpo. Rimanere corpo.

Dissezione Traiano

Per un abitare momentaneo dei corpi nello spazio, tra maceria e rovina.
Di Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini e Nontantoprecisi

Pensare un attraversamento che riconsideri il senso del tempo, la materia di cui è fatto un luogo, la sua memoria, i suoi misteri, marcando altre tracce.

Il tentativo di raccogliere piccoli movimenti collettivi e singolari, per farne un magma comune, sperimentando linguaggi già dati per scovarne le ombre, le linee di fuga possibili.

Le macerie sono pezzi di mondo, pezzi di città irrecuperabili, possono segnare i contorni di un confronto, di un ingaggio, il recupero di uno spazio confuso nei frammenti dell’esistenza.

Quale relazione immaginare tra i corpi, il luogo e ciò che resta vivo in essi?

Come osservare il medesimo frammento e rintracciarne il passaggio dalla maceria alla rovina?

Guardando ai piccoli spostamenti, ai brevi moti di sguardo, nell’immobilità di chi si fa statua sensibile, si trasforma la relazione tra il soggetto che sta guardando e l’oggetto guardato.

Questo l’interstizio da calpestare, tra sguardo e movimento, tra cartilagini e ossa, tra l’abito e la forma di vita.

Un laboratorio teatrale per i Mercati di Traiano, a rendere organico un attraversamento, con il gruppo dei nontantoprecisi che sarà composto da una trentina di persone.

Accanto all’idea di questo laboratorio, la realizzazione di un film da parte di Corrado Chiatti e Mattia Pellegrini, che segua i movimenti di questo corpo-sciame, muta in divenire, con sguardo autonomo, da intendersi come studio poetico dell'abitare tra maceria e rovina.