Taccuini botanici

Gaia Bellini

Gaia Bellini nasce a Bardolino, tra le colline del Lago di Garda, nel 1996. In giovane età studia acquerello in bottega di paese. Terminati gli studi, dopo un anno passato in Sud America durante il quale ha modo di assistere e studiare la materia del colore che scaturisce dal mondo vegetale, torna in Italia dove si laurea all'Accademia di Belle Arti di Venezia - con tesi sulla storia della tintura naturale. Parallelamente, approfondisce lo studio di piante tintorie e stampa vegetale, arrivando a trovare la sua cifra poetica esprimendosi attraverso quelle che lei chiama Sindoni vegetali: tele pittoriche che crea ricercando armonia e delicatezza sul tessuto che, avvolto in crisalidi, si lascerà imprimere nel tempo, dando forma in questo modo alla sensibilità estetica ricercata.

Taccuini botanici
In Taccuini botanici che l’artista propone sono un’ulteriore lettura della funzione dei Mercati di Traiano come archivi, riproponendo la forma del libro come rinnovato modo di rappresentazione narrativa, per sottolineare l’importanza e la gratificazione data dalla sensibilità tattile dell’oggetto libro, che diventa così luogo di memoria e di conservazione del reale. Ispirandosi al concetto di libro come esperienza, con riferimenti che vanno da Bruno Munari a KatsumiKomagata, Gaia Bellini realizzerà un laboratorio di stampa vegetale con i ragazzi di Design realizzato in collaborazione con il Fablab Saperi&CO della Sapienza di Roma. L’artista creerà due libri d’autore: oggetti consultabili ma delicati. I libri custodiranno un diario di lavoro, bozzetti d’artista, degli inventari: una catalogazione dei Mercati di Traiano come rappresentazione scomposta della natura che da questi nasce, si integra, fa da contesto e contestualizza. Nei libri sarà presente sia una catalogazione cromatica delle varietà dello strato botanico che si aggrappa ai resti antichi, che si trasformerà in tintura, per lasciarne traccia. Libri di nuova memoria, fermo immagine di un ambiente in divenire in contrapposizione alla staticità della pietra e del loro contenitore: una wunderkammer moderna e asettica.